Ah, i mutui. Poche cose suscitano sentimenti così contrastanti: da una parte sono lo strumento che ci permette di coronare il sogno di una casa di proprietà, di mettere radici, di avere la sicurezza di un tetto sopra la testa. Dall’altra, però, ci sono le mille preoccupazioni che ne derivano.

“Lo otterrò? Basteranno le garanzie? Meglio il tasso fisso o quello variabile? Riuscirò a sostenerlo per tutti questi anni?”
 
Parte di questi timori derivano dall’aspettativa emotiva che ruota attorno all’acquisto della prima casa. Altri, purtroppo, sono assolutamente giustificati. Rimane il fatto che accendere un mutuo è una necessità per la maggior parte delle persone: tanto vale fare buon viso a cattivo gioco e cercare di sfruttare al massimo le possibilità che ci vengono fornite dallo Stato e dagli istituti di credito.
 
Il problema è che il periodo di grazia si sta per chiudere. Se fino a qualche mese fa i tassi di interesse erano ai minimi storici, l’aumento dell’inflazione legato al caro energia e alla crisi internazionale mette un freno alla crescita del settore mutui. In pratica, i tassi si rialzeranno e le banche seguiranno politiche più caute nella concessione dei finanziamenti.
 
L’allarme arriva dal Bollettino del 28 Aprile emesso dalla Bce, che dice: L’ultima indagine sul credito bancario nell’area dell’euro indica che nel primo trimestre dell’anno i criteri per la concessione di prestiti alle imprese e di mutui per l’acquisto di abitazioni sono divenuti nel complesso più restrittivi, in relazione ai maggiori timori degli intermediari circa i rischi cui è esposta la clientela nel contesto di incertezza.
 
Lo scenario è aggravato dal fatto che il caro vita si riflette anche sulle scelte delle famiglie, che in questo momento rimandano l’acquisto, nonostante i mutui presentino tassi ancora ragionevoli (parliamo di una media dell’1,60%, ben lontana dal 5,7% del 2007).
Inoltre si sta esaurendo la spinta delle agevolazioni statali, tra cui il Mutuo Giovani.
 
Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

Verosimilmente un ulteriore aumento dei tassi di interesse e di certo una stretta alle surroghe (ovvero il rifinanziamento a condizioni più favorevoli), così come una maggiore difficoltà ad accedere al credito, per cui serviranno maggiori (come se già non fossero abbastanza) garanzie.
 
Il nostro consiglio è quello di muoversi adesso che i tassi sono ancora bassi e il mutuo a tasso fisso (che ancora rappresenta l’87% del mercato totale e che fornisce maggiore tutela, garantendo una rata costante e invariata nel corso di tutto l’ammortamento) più conveniente, soprattutto in vista di ulteriori restrizioni alla concessione, soprattutto per le giovani coppie di età inferiore ai 36 anni e con un Isee inferiore a 40.000 euro: il Decreto Sostegni bis garantisce (almeno fino all’esaurimento dei fondi) la garanzia fino all’80% della quota capitale del mutuo fino al 31 dicembre 2022.